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giovedì 25 febbraio 2016

Portatori sani di corna

 
NO!


Le vedete anche voi, sì!?

Quelle grandi corna che spuntano sulle teste degli omosessuali, intendo, le vedete?

Se non avete ancora affinato gli occhi verso questa sensibilità, sappiate che i portatori sani di corna, sono gay!

Per tutti gli altri, vige l'obbligo di fedeltà reciproca, giurata davanti a Dio, in un afflato poetico di fiducia verso se stessi, l'altro/a, e la convinzione cieca che mai succederà, convinzione che dura il tempo di un sì, salvo che tra i testimoni non ci sia l'amante di turno.

Questa, la geniale distinzione, che il Governo ha messo gioco, per non far somigliare troppo le unioni civili al matrimonio.

Nessuna possibilità di intentare causa di separazione con addebito per colpa(delle corna) da parte di gay e lesbiche.
E qualche forzista (Gabriella Giammanco) si infuria chiedendo  perché ai gay vengono consegnati più diritti che doveri. Pero'!
Il sospetto che Gabriella abbia qualcosa per cui la legge ad personam le farebbe comodo, perdonatemi, ma mi è balenato in mente.

Quanta invidia eh?!?!
 
Dai, parliamoci chiaro, fate una breve lista dei vostri amici sposati, siete pronti a farvi amputare una mano spergiurando sulla loro fedeltà?!
Io no, perchè faccio confusione.

Se faccio la lista dei miei amici sposati, non riesco a pensare che l'indole sia differente tra omosessuali e eterosessuali.
Da che mondo è mondo ci sono in giro più cornuti che anime!
E le anime sono pari, sia che abbiano giurato davanti al loro Dio, sia che abbiamo giurato guardando negli occhi il Dio con cui condividono colazioni e vita.

E dunque spero che a chiarirmi il concetto arrivi qualche prestigioso studio universitario che indiscutibilmente mi confermi che il bipolarismo è gay puntofinedellaquestione.

Perchè se ha dirlo è Alfano, a me qualche dubbio sinceramente sorge!

Facciamo un gioco, senza tirare in ballo i sentimenti, che a quanto pare non sono presi in considerazione:

1.Immaginiamo due uomini in un grande lettone, la porta si spalanca, è il lui di uno dei due!

2.Immaginiamo due donne in un grande lettone, la porta si spalanca è la lei di una delle due!

3.Immagiamo un uomo e una donna in un grande lettone, la porta si spalanca è il lui di lei, o la lei di lui.

Quanto diverse possono essere le reazioni!?

Che la cosa faccia arrabbiare entrambi è fuor di dubbio, ma attenzione attenzione, per archiviare l’unione di due gay basteranno tre mesi mentre per quella di due etero ne serve un anno se non il doppio o spesso il quadruplo. 
In tal caso per la coppia numero tre saranno cazzi amari, indipendentemente dal numero di cazzi coinvolti!

E chi non la vorrebbe un unione "matrimoniale" così?!?!

La vogliono gli etero di certo. O almeno tutti quei fedifraghi, che cornificano con quel leggero movimento di panza, ultimo accenno di coscienza che rimane giusto il tempo di togliere le mutande.

Non la vogliono i gay, che si sentono discriminati, ancor prima di immaginare di cornificare il proprio partner.

Morale alla fine è saltata fuori una legge utile soprattutto a definire l’indole omosessuale, almeno nella visione di una parte del Parlamento.

Ecco, adesso sapete come comportarvi se nel lettone ci siete sdraiati voi. Che siate in compagnia di una persona del vostro sesso o no, vi conviene urlare sempre: "CARA/O NON E' COME SEMBRA, IO SONO GAY!"

Non sperate nella comprensione che eviterà crisi isteriche, i pianti e qualche schiaffone ben assestato, siate certi pero', che il Parlamento tutto sarà pronto a giustificarvi. Pensandovi donatori di corna per questioni "diverse" da quelle comuni.

Se questo vi dà il passaporto per la felicità, e un risparmio sulle spese dell'avvocato divorzista, non vi costerà poi tanto rinunciare alla dignità!

La dignità di essere giustificati nell'essere profondamente stronzi per indole, mica per convinzione!

La dignità della politica italiana,  che si permette di decidere degli esseri Umani si riassume con la dichiarazione di Scilipoti. "Formigoni ce lo ha insegnato, anche un frocio può reggere lo stato"

Ecco appunto! Giusto per marcare la differenza tra Uomini e no!

 





mercoledì 10 febbraio 2016

Sa(n)remo dei rincoglioniti?

Tra morti e feriti anche quest'anno parte il Festival della canzone Italiana.

Sessantasei Glorie aprono la 66esima edizione.

Le mie maledizioni sono ben più di sessantasei, facciamo un cento secco, cento come gli euro che gli abbonati, pagheranno.
Abbonati, che non hanno la libertà di telefonare a un numero verde, e disdire l'abbonamento.  
Abbonati senza voce, senza capacità di scelta, senza diritti.

In Italia cantiamo, ma non ci passa mai la voglia di maledite il prossimo.

E se il prossimo è Mamma Rai che con scoraggiante la vigliaccheria non guarda negli occhi i propri figli e li deruba i soldi della paghetta, è di gran lunga peggio di Madalina vestita da Tiger Man.

Il che è tutto dire.

A questo punto vorrei che il jingle di apertura del Festival fosse la sigla del cartone animato dell'uomo tigre.
Tanto per esser coerenti, quel tanto che basta.

Sia mai ci venga in aiuto, ad esempio, per ritrovare il grande cuore che sa cos'è l'amore e combatte solo per la libertà.

Invece, ecocardiogramma piatto, linea dritta biiiiiiiiiiiiippppppppp
Lo stiamo perdendo, anzi è già morto!

Resta sul campo il mio cadavere, che, per di più, puzza già di vecchio.

Sono stata colpita a morte dal silenzio esausto di Elton Jhon che sussurra che è contento di essere papà, dentro a un  microfono addobbato con nastri arcobaleno, per buona pace di tutti, bandiera della pace esclusa.

La Pausini, si impegna a spiegare il significato del titolo del suo ultimo album, Simili prima di cantare  "siamo simili perchè siamo uguali".

Ma da quando analogie e somiglianze significano uguaglianza?!?

Ok, ho dei problemi con la comprensione del testo, fuor di dubbio.

Fuor di metafora invece, mi vien da pensare che visto quello di cui si discute in parlamento, sarebbe il caso di non creare confusione a oltranza.

Voi riuscite ad accontentarvi delle similitudine e dei sussurri pagati oro quanto non pesano?

Io vorrei che la televisione pubblica tacesse, piuttosto che abbracciare tutti e non fa capire un cazzo a nessuno.

Da che parte stai Mamma Rai?

Io vorrei saperlo prima, prima la ciabatta che mi hai tirato, trovi il centro della mia faccia, colpendomi dritto al cuore.

Mi tiri una ciabatta, perchè non ascolti, promettendomi che il resto me lo darà papà.
Ti interessano gli Ascolti dell'eco che fanno le tue urla che sei sottomessa quanto me all'uomo padrone, al padre padrone.

Tu non denunci mai, preghi soltanto Sanremo o un santo qualunque.

Fai del tuo meglio, inviti Elton, riempi la sua bocca di biscotti amari, purchè mastichi e stia zitto.
Vesti da tigri le tue figlie adottive, ma le educhi ad essere gattini casalinghi.
Le tue figlie italiche sono una maschera dialettale scomposta, colma di lustrini che abbagliano le coscienze.
Il naufrago dell'esplosione non vede al di là del suo naso, neanche con gli occhiali.
C'è pure la caricatura degli sposi, lei e lui, orfani di garbo e buongusto.

Io ne ho piene le palle di messaggi subliminali, io voglio idee chiare, confini precisi oltre cui guardare, voglio non essere d'accordo con te, voglio poterlo dire, nell'attimo esatto il cui la ciabatta che mi hai tirato cadrà, e la mia faccia brucerà di dolore.

Voglio che il male che sento abbia un senso!


giovedì 4 febbraio 2016

I miei calzini sono famiglie arcobaleno di tutto rispetto, ma in principio eran mutande.




"In principio era il caos"


Ho un rapporto davvero strano con lo stendibiancheria.

E credo di non essere nemmeno la sola, donna, intendo.

Spiego meglio, odio stirare, o meglio non stiro punto.

Ragion per cui occorre una certa abilità nello stendere perchè gli abiti si asciughino, apparentemente stirati, assolutamente stropicciati.

L'idea di partenza è piu' o meno questa:
Tracciare una linea virtuale a metà dello stendino e dividendo calze di lui, da mutande di lei, camicie di lui, improbabili vestiti di lei.

La cosa si complica quando le mutande di lui occupano dieci posti mentre per  le mutande di lei  bastano pochi cm.

Il caos arriva quando i calzini di lui, e le calze di lei che pur convivono, cominciano spontaneamente a formare famiglie arcobaleno, mentre le mutande urlano che loro al Family Day non ci vogliono andare perchè sanno benissimo cosa succede sotto sotto, lì sotto.

Nel lì sotto delle famiglie tradizionali, dove non solo non batte il sole, ma neanche un vago accenno di illuminazione esteriore prima interiore poi.

Ed è così che mi stanco, ed è così che il mio stendino trasforma l'ordine in disordine, è un'orgia di colori, che non finisce con la centrifuga, perdura, e si fa vedere anche se stesa da principi imposti che si disfano per convinzione.

Almeno da quando sul Pirellone è apparsa la scritta Family Day.

Proprio perchè sono pigra, la mia moralità da stendino ne risente, parto con ordine e finisco con lo stendere a cazzo. A casa vige il principio "chi ben comincia fa un gran casino".

Non ce la faccio ad essere tradizionalmente ordinata, non ce la faccio a sentirmi al sicuro sguazzando nel brodino primordiale del volere comune.

Così lo stendino diventa lo specchio di me, incasinato certo con-fuso sempre.

Fondo in un disordine voluto le nostre mutande, le nostre calze e le nostre vite.

Fondo perchè la vita mi ha regalato un uomo che al mattino mette le calze spaiate senza fare una piega, e mi guarda negli occhi stropicciando la sua faccia in mille smorfie pur di farmi ridere quando qualcosa non va.

La nostra non è comunque una famiglia tradizionale, seppur con tutte le carte in regola per esserlo.
E per carte in regola intendo le scartoffie che stanno a dirti, che sì tu, sei parte del mondo, della comunità e puoi far la comunione.

Lui è lui, io sono una lei.

Nessun cassetto comune da cui pescare mutande a caso, perchè sarebbero state indifferentemente nostre.

Io ho il mio cassetto, lui il suo, lui mi sfila le mutande, io gli sfilo le sue!

Eppure io, le sue mutande le ho indossate, dopo esser stata sotto il diluvio per  aver rincorso un sogno, lui ha indossato le mie, per farmi ridere quando avevo paura.

Forse, inconsapevolmente è  il nostro modo di aderire alla stepchild adoption.

Ogni giorno ci indossiamo a vicenda, ogni giorno adottiamo una l'anima dell'altro.

Facciamo comunione, senza ingozzarci di ostie.
Sacramentiamo molto, senza aspettarci indulgenze.
Viviamo senza confessione, perchè pecchiamo con convinzione nell' essere giusti, per noi, e nei confronti degli altri. 

Giusti tanto quanto tutti coloro che si amano, e che amano.
Dovrebbe bastare.
L'amore intendo!
Dovrebbe non avere sesso.
L'amore.

La stepchild adoption o "adozione del figliastro" o adozione in casi particolari, è un termine che non dovremmo tradurre come gesto d'amore, e neanche usare perchè fa schifo "figliastro", perchè spaventa "casi particolari".
L'amore è necessario per tutti, bambini orfani compresi.
Gli orfani non credo preferiscano, gli orfani necessitano di un amore, che non sa da che parte cominciare, che deve spiegare, che i casi particolari sono loro.

Avanti il primo figliastro!

Figliastro, già, andatelo a dire al maschio vecchio e certo etero che mettete nel presepe, o all'angelo che ha affittato un utero portando in dono solo un cazzo di giglio. E che mi dite delle sorelle che non meritano neanche un nome e dei fratelli di Gesu', forse figli di Giuseppe, o di entrambi, o di nessuno. Certo nati da un uomo e una donna, per carità (e spero con divertimento di entrambi).

 Marco la racconta così:

« Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre »
Ed in principio era il caos?!?!
Non che sul finire si sian chiarite le cose!
Io sto sempre qui che aspetto, che Lui abbia la bontà di rispettare la promessa,  che risorga e mi tenga in considerazione per un eventuale colloquio.
Avrei un paio di cosette da chiarire, e tanto per iniziare da una, non sono nè tuo fratello, tanto meno tua sorella figurasi tua madre, quindi diamoci del Lei!













Qualche mattina fa, lottavo con i panni stesi, ridendo tra me e me...il mio compagno dice che i miei vestiti non capisce come piegarli, e ha ragione, spesso scelgo abiti che non hanno un centro da cui partire, insomma non sono speculari, sono un po come me, " mi piego ma non mi spiezzo, almeno per ora!



mercoledì 30 dicembre 2015

Il mio 2015 di carta


Il mio 2015 di carta, i titoli sono scritti in nero, il resto in grigio, se siete curiosi leggete tutto, altrimenti fate un po come cazzo vi pare.





Viva la vida P.Cacucci
Testo per il teatro, scritto da Frida, donna che si è totalmente vissuta. (...quella Frida!)

Cuccette per signora A.Nair
Se volete fare un viaggio in India, questa la proposta, divertitevi a epurarlo di tutti gli aggettivi harmony, e godete della bella storia, saltate se potete il finale.

Allegro occidentale F.Piccolo
La quotidianità rituale, raccontata come l'odissea, la ricerca dell'altrove che è sempre dietro l'angolo. Non fosse Piccolo sarebbe Severgnini.Io li amo entrambi per ragioni che infinitamente divergono e all'infinito non si incontrano.
 
L'Italia spensierata F.Piccolo
L'Italia di cui tutti facciamo parte, nostro malgrado. Equivoci in cui sguazziamo di giorno in giorno. Sentirsi stupidi aiuta, a patto di saperlo riconoscere, a se stessi prima di tutto.

Ogni cosa è illuminata J.Safran Foer
Ho visto il film, e ho ceduto alla tentazione di leggere il libro. Ho faticato a trovare il ritmo, poi ci ho trovato Nabokov con il suo "Lolita" e commozione fuori dagli schemi ordinari della tragedia umana. E' un olocausto raccontato a colori, il rosso sangue arriva alla fine, e libera tutti.
 
Il tramezzino del dinosauro M.Belpoliti
L'ha sritto il mio prof delle superiori, e io l'ho trovato in un mercatino di Torino. 100 pezzi, con annessi disegnini, che descrivono le manie quotidiane, fulminanti i ragionamenti che partono dall'apparente inutilità. Da leggere in ordine sparso, senza pensieri, tanto poi arrivano!
 
MM Rossa F.Parazzoli
Una via sotterranea per raccontare la superficie di Milano, una città che perpetua la commedia Umana.

Quando la notte C.Comencini
La storia è quella di una donna, un bambino, una montagna e un uomo ruvido. L'uomo salva il bambino da un incidente e sua madre dalla vita. Si amano una volta, si desiderano sempre, vivono altrove.

Diario di Grecia L.Romano
Itinerario non turistico, è un breve viaggio interiore della Grecia, raccontato attraverso i “libri” come eredità eterna. Inesistenti come ospiti, eterni come gli eroi.

Piccoli Crimini coniugali W.W.Schmitt
Piece teatrale da leggere come una commedia noir, non mancano la suspence divertente e saggia. Ne nascerà una riflessione sulla madre di tutte le guerre, quella che si combatte da soli, all'interno di una coppia, in cui l'amore va sempre, nonostante tutti i nonostante del caso, se si è abbastanza saggi e folli da amarsi davvero.

La verità, vi spiego , sull'amore E.Tesio
Io questa donna la amo, quindi non vi estenuerò raccontandovi quanto è ben scritto il suo primo romanzo. Vi dico solo che vi farà fare salti altissimi, con gli occhi umidi. Non è per nulla indulgente, è una lettera d'amore, e l'amore indulgente non è mai! Fatevi bene, leggetelo.

Piacere io sono Gauss S.Tesio
Una storia familiare un po' alla Pennac, elogio alla verità detta che non ripaga, ma fa crescere.

L'educazione delle fanciulle L.Litizzetto F.Valeri
Dialogo a due voci, un doppio differente con infiniti punti di contatto.
L.L.irriverente e intima
F.V Teatrale,educata e saggia.
Donne!



Figuracce Ammaniti De Silva Giordano Piccolo Raimo Stancanelli Trevi
Una cena, a Roma, in agosto, mettici i commensali che son tutti amici e scrittori e il cibo per la mente è servito. Piccole storie per raccontare colossali figure di merda, alla cena voi siete invitati ad ascoltare.

Voglio guardare D.De.Silva
Chi conosce Diego, non lo riconoscerà in questo romanzo, privo di ironia, crudele e impietoso. Due menti allo specchio, una adulta, l'altra bambina, che si rispecchiano uno, nell'altra senza rumore, senza comprensione, senza stupore.

Momenti di trascurabile infelicità F.Piccolo
Dopo la felicità, arriva l'infelicità felice, leggera, di cui spesso non sappiamo ridere, Francesco è geniale e puntuale osservatore delle piccole cose, racconta in modo esilarante, peccato l'inciampo sul finale scopiazzato da Sorrentino.Resta una piacevole lettura, migliora l'umore e ha ragion d'essere se serve ad avere altri occhi.


Da un'altra carne D.De Silva
Per stravolgere gli equilibri certi e immobili, basta un bambino, che illumina le zone d'ombra adulte con l'unico modo che conosce. Basta stare a guardare, seguire i silenzi che ci salvano dall'orrore adulto. Ancora un Diego serio e severo, attento e sincero, che non chiede e non spiega.

Scontro di civiltà per un ascensore in Piazza Vittorio A.Lakhous
Algerino, romano dal 1995. Racconta uno scontro di civiltà in un modo indiscutibilmente Italico, ed è algerino, e noi abbiamo di che imparare.


Quattro etti d'amore grazie C.Gamberale
Chiara per me è amore e odio. Lei scrive bene, io con l'età mi sono inaridita e ai fiocchetti rosa non credo più, di fatto persevero. Chiara è una donna e lo sa quello che fa. La storia è di struggente bellezza, l'idea è semplice come fare la spesa, spiando nei carrelli degli altri. Tocca tirare le somme, tocca un panettone felice e triste insieme.


Per dieci minuti C.Gamberale
Dieci minuti al giorno per fare quello che non si è mai fatto, è un libro terapeutico, provare per credere.


Quando siete felici,fateci caso K.Vonnegut
Vonnegut ti legge a prescindere, anche se è una raccolta di discorsi universitari. Un concentrato del suo pensiero, raccontato con vivacità e anticonformismo. Kurt è Kurt.


Io e te N.Ammaniti
Se avete voglia di una storia d'amore fraterno che si conosce, si tradisce e non si abbandona, e lo fa chiuso in una cantina, e dura solo una settimana, questo è il libro per voi. Vi avviso ha quattrordici anni, è nevrotico, struggente, malinconico e triste.


Misto maschio W.Self
E se a te che sei donna, spuntasse un pene? E se a te, che sei uomo, crescesse una vagina nell'incavo dietro il ginocchio?
Un racconto grottesco in due atti, che racconta l'instabilità sessuale in una società confusa e con malferme convinzioni, perse per sempre cercando solidità nel ruolo sessuale che ci è dato in dote nascendo. La scansione comica è decisamente crudele.


U Principellu A.D.Saint Exupery (in lingua corsa)
Buffo, e dire che il piccolo principe mi è sempre stato sulle balle.


Gli sdraiati M.Serra
Comico, arrabbiato, malinconico. Il racconto di un padre che si affanna a capire un figlio che sta prevalentemente sdraiato.Commuove l'ironia che diventa rabbia, poi si fa minaccia e infine supplica. E' un libro sulla vecchiaia. La lettera che scrive a Scilla andrebbe letta e ricordata.


La mennulara S.A.Hornby
Pagina 178, se mai vi capiterà che il vostro amato/a vi scriva una pagina così, beh, non avrete vissuto invano. Non rovinatevi la sorpresa, leggetelo dall'inizio.



Grazie D.Pennac
Nevrotico, contorto, confuso e divertente. Un pezzo scritto per il teatro, per ringraziare i lettori.



I milanesi ammazzano al sabato G.Scerbanenco
i romanzi hanno forse una scadenza? Nonostante la storia di Scerbanenco uomo, il romanzo non mi ha convinto, son passati vent'anni dalla stesura, forse è questo il mio problema. L'ho conosciuto tardi, e questa è una lettura fuori tempo massimo.



Fatti relativi al ritrovamento di un paginone di nudo in un romanzo harmony J.R.Lansdale
Questo autore me l'hanno consigliato fino allo sfinimento. E chi me l'ha consigliato ha la mia massima fiducia. E ci ho provato, ma mi frega la quarta copertina. Ho optato per un titolo divertente, ma niente, non ha funzionato. Resta il leggerlo per dovere, per scoprirne il piacere, forse chissà!

Alta fedeltà N.Hornby
Allora cosa sucederebbe se diventassi felice?”
Mi sono innamorata di Nick! Sarà perchè è sconclusionato quanto me!Sarà perché la musica raccontata è piacevole quanto la musica che fa "rumore".

Sono tutte storie N.Hornby
Su questo ci ho scritto parecchio, il riassunto è “il tempo trascorso con un libro non è mai tempo sprecato, nemmeno se l'esperienza non è stata felice”. Il racconto è travolgente, i testi quasi introvabili o non leggibili. Solo per lettori compulsivi!

Il momento è delicato N.Ammaniti
Se "Il romanzo è una storia d'amore, il racconto è la passione di una notte" e se non è la tua, beh diventa difficile farsi travolgere la testa, non mi è piaciuto, ma non ho perso tempo.

Cuori allo specchio M.Gramellini
Può sembrare la raccolta della "rubrica del cuore" di un pessimo giornale, stampato su una brutta carta. E dire che Massimo mi piace, e molto per di più. Solo dopo aver letto la lettera che M. ha scritto a se stesso, e pubblicato per i suoi lettori ho capito. Occorre disarmarsi e concedersi come unico alleato la sincerità, per apprezzare la lettura e la commedia Umana.

Il centenario che scappò dalla finestra e scomparve J.Jonasson
Cinquecento pagine, sono troppe, troppe davvero! Ho amato e ascoltato Allan, vecchietto scellerato che sciabatta sugli ultimi anni di vita mettendosi nei guai e divertendosi come un giovanotto. Il personaggio vale la pena, la treccani cucita intorno no!

Il paese dei coppoloni V.Capossela
Epico omaggio di V. alla sua terra, un omaggio sincero, non per tutti.

Come diventare buoni  N.Hornby
Questo non ve lo racconto, non sono mica buona io!

Uomini altrove G.Schelotto 
Se vivete con un quasi cinquantenne è il libro che fa per voi, ammesso che abbiate voglia (per una volta) di non far andare le ovaie ma la testa!

Il desiderio di essere come tutti F.Piccolo
Come si decide da che parte stare politicamente? E quando? E poi? Dal fervore adolescenziale è tutto in salita, è poi è sempre tutto in salita lo stesso. Il racconto è un abbraccio caldo e un puzzle da mandare in pezzi. Leggetelo se avete le idee confuse, vi confonderà!

Pierre non esiste L.Vargas
L'ho trovato un programma interessante (Masterpiece), forse un po lento, a tratti noioso. Ho tifato per Vargas, e lui non ha vinto, ho aspettato quasi un anno per leggere il suo romanzo. Impossibile raccontarlo, e quindi, in ordine sparso ma sincero mi ha ricordato Bulgakov, il buon Dazieri, La Nothomb e Saviane. L'autore è giovane, e promette bene!

Il Papa G.Saviane
Romanzo del  1963, attualissimo per chi non si oppone a all'idea di essere Dio con tutto il senso pieno del vivere e non semplicemente dell'esistere. Sraordinario il personaggio della nonna saggiamente, diabolica, ironica e acutissima.


e poi molte ricette di cucina, alcuni flaconi di detersivo.

Sono fiera di me, per non essere inciampata nella parola bello.

Statemi bene, buon anno!

martedì 15 dicembre 2015

Padre figli e spirito santo (distratto)






La mamma è sempre la mamma, di mamma ce n'è una sola e via dicendo...


Anche Elena Boschi ha una mamma, Stefania Agresti, 58 anni, professoressa, che per i comuni mortali già di per se sarebbe una sventura.
Ma Stefania, oltre ad essere madre, è moglie, la moglie di Pierluigi ex vicepresidente di Banca Etruria, quella che assume padre figli e spirito santo, tra i lavoratori della sua filiale.

Senza colloqui e senza imbarazzi.

Ci sarebbe poco da stare allegri, semmai ci sarebbe da consigliare ai capoccioni di applicare l'antidepressivo per eccellenza che in questo periodo in Corea del sud va per la maggiore.
Impiegati vestiti con kimono da eterno riposo, autocelebrazione delle proprie esequie e dormitina nel sarcofago, per farsi passare lo stress, e la voglia di uccidersi. 

Qui il kimono da eterno riposo, agli investitori, lo regala direttamente Banca Etruria al posto della calendario e dell'agenda e per completare in bellezza, alle esequie ci pensa la Professoressa Stefania.

Canta, Vecchioni, non ricorda le parole, ma solo una strofa.

"Forse non lo sai ma pure questo è amore"

Quella canzone che, Stefania romanza spiegando che c’è il padre, che sorregge sulle spalle suo figlio per aiutarlo a vedere meglio un eroe. Si capisce allora che l’eroe è anche il babbo.

E quello stronzo dello Spirito Santo, sul quinto (non uccidere) e settimo comandamento (non rubare) era forse impegnato a cercar vergini a cui donare un g(f)iglio?!?!?

L'eroe odierno ruba ai poveri per regalare ai ricchi.
Io son certa di averla sentita questa favola, l'eroe indossava un'orribile calzamaglia verde mela, con pacco ben ben in vista.

E se il PierPanLuigi ruba, la figlia si stressa, e la mamma, che è pur sempre la mamma manda compulsivamente SMS alla figlia, per consolarla. Poi va andata a casa a fare l'albero, pieno di palle, immagino.

 "La politica ha insegnato prima di tutto a metterci al servizio della comunità", dice.

E via di corsa, alla messa della Domenica mattina, e per far un servizio come si deve, via anche alla raccolta delle offerte dei fedeli, EH?!?!

Dai Elena forza, la mamma ti appoggia, e ti dice avanti tutta anche se il nuovo fa paura, c'è una casa che ti aspetta, l'albero di natale pieno di palle, un paio son di Luigino D'angelo.

Luigino le palle per sopravvivere alla perdita dei suoi denari, le ha regalate a Marcello Benedetti, che le ha puntate su un fondo di investimenti "generoso" con gli amici del tuo papà.

Le vedi? Sono quelle costrette a brillare di più, per non farsi scordare. 
Sono il luccichio che disturba gli occhi, ma non le coscienze, almeno non quelle della tua famiglia.

Elena, io vorrei dirti di seguire il consiglio di mamma tua, che canta per farsela passare, ma forse ha scelto la canzone sbagliata.
Vecchioni, nella canzone Stranamore, canta anche questa strofa...

Bello l'eroe con gli occhi azzurri dritto sopra la nave,
ha più ferite che battaglie, e lui ce l'ha la chiave,
Ha crocefissi e falci in pugno e bla bla bla fratelli,
ed io ti ho sollevata figlia per vederlo meglio,
io che non parto e sto a guardarti
e che rimango sveglio.
Forse non lo sai ma pure questo è amore. 

Forse non lo sai ma Luigino D'angelo, sulla Prua della nave di Caronte, dritto dritto non ci sta, perché, e dovresti saperlo tu, per la chiesa i suicidi portano il peso della vergogna.

E per quanto tua madre consideri tuo padre un eroe, spero che non abbia la forza e il buon gusto di sollevarti, per veder quell'eroe vergognoso accartocciato e schivo.
Servono occhi coraggiosi, serve il coraggio di non fidarsi delle braccia che mostrano gli eroi solo dopo averli uccisi.

Luigino va lasciato in pace, nel riposo eterno che si è meritato, dopo una vita di lavoro, quello vero che accartoccia le ossa e ruba alla vita tempo, in cambio di fatica.

Forse non lo sai ma pure questo è amore.

Buon Natale Elena! 

















mercoledì 25 novembre 2015

Piccoli cenni, enormi risultati.





Mio padre, un giorno di tanti anni fa, si prese una giornata di ferie per stare con me.

Le notti precedenti a quella giornata, erano disturbate da incubi cupi, nonostante le favole raccontate prima di dormire, nonostante la luce accesa sul comodino, nonostante le rassicurazioni, nonostante tutto, sognavo cose che non capivo, e che mi facevano paura.

Così, mio padre si prese un giorno di ferie. 

Decidemmo di andare a passeggiare per cercare la ragione della mia paura, e prima di uscire, mi spiego' che non ci saremmo tenuti mano nella mano come sempre, e quindi dovevo stare attenta ad attraversare la strada, a guardare se arrivavano le macchine e cosa importantissima, dovevo essere certa che lui non mi avrebbe mai perso di vista, neanche per un secondo, insomma non c'era fisicamente la sua mano a tenere la mia.

Abbiamo anche stabilito in un linguaggio tutto nostro, un segnale, un piccolo cenno, piccolissimo cenno, che avrei dovuto fare io se mi fossi trovata in "difficoltà".

Il piccolo cenno, nella mia testa era davvero così piccolo, che mi dava la certezza che mio padre non si sarebbe potuto distrarre.

Quel giorno abbiamo passeggiato molto, io a piedi e lui, dietro di me, in macchina.

Quell'uomo, che era stato tanto gentile con me, non l'abbiamo incontrato, mio padre è rimasto un uomo libero, e la sua fedina penale immacolata.

Le parole violenza o pedofilia, non sono state mai usate in quei giorni, ne da mio padre, ne da mia madre.
Credo sia stato il loro modo per proteggermi e non farmi sentire una vittima.
 
Quel giorno, di tanti anni fa, mio padre mi ha insegnato a non temere gli stronzi, mi ha insegnato ad affrontarli a muso duro, guardandoli negli occhi, mi ha insegnato a parlarne, mi ha insegnato che non ha senso l'imbarazzo, o la vergogna, e ha ancor meno senso se sei una donna, seppur piccola.

Mi sono servite badilate di merda, che la vita omaggia, ma alla fine l'ho capito, e sono grata al destino per non averci fatto incontrare l'uomo in bicicletta.
  
L'ho rivisto anni dopo, sempre con la sua bicicletta, mio padre le ferie dalla vita se l'era già prese da un po'.

Non ho resistito alla tentazione di avvicinarmi a lui guardandolo dritto negli occhi.

Lui ha abbassato lo sguardo e io e il mio papà abbiamo finalmente vinto sulla violenta paura che durante la passeggiata di tanti anni fa, teneva prigionieri entrambi, seppur per ragioni diverse. 


 
25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. 

Con piccoli cenni, si ottengono grandi risultati.




















martedì 17 novembre 2015

Risposta al messaggio di Susy, oggi la situazione sorride, abbiamo il dovere di farlo anche noi!


Ieri sera Susanna mi ha scritto "ma di questo passo come si fa a pensare di avere un futuro?"
Mi sono resa che la paura ha risposto per me, ieri sera!
Oggi, cara Susy, ho conosciuto Antoine, e nonostante la nebbia, ho imparato a sperare, che il futuro verrà cresciuto come si deve! MELVIL E' IL FUTURO!
Vediamo se riusciamo a meritarcelo!