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venerdì 6 giugno 2014

Onnivori vs il resto del mondo



Dimmi cosa mangi e ti diro' chi sei!


Allora, facciamo ordine sulle scelte alimentari, cercherò di non entrare nel merito (ma so già non ci riusciro').

La premessa è che a me, mangiare piace, mangio quasi tutto, e nel quasi non c'è nessun tipo di scelta etica, o di critica verso chi crede sia etico non uccidere per nutrirsi. Certo lo è, ma tra il dirsi etici e comportarsi da assolutisti il passo è decisamente breve e fuori dalla mia portata.

Non ho mai ucciso animali, se questo puo' confortarvi, e sono quasi certa che non esserne capace, (a patto di non precipitare con un aereo sulle Ande) ma ho mangiato e mangio animali uccisi da altri, ben cosciente che potrei farne a meno, ma altrettanto cosciente che non c'è una soluzione senza sfumature, e io le sfumature le amo!

Voglio sentirmi libera nelle mie scelte, senza prendermi per il culo, e siccome non sono capace di far la contadina, ne tanto meno ho il fegato per uccidere chi nutro, faccio come tutti vado al supermercato faccio la spesa, e lascio fare agli altri il lavoro sporco!

Poter parlare a tavola non solo di cibo, ma anche dell'ultimo film che ho visto o libro che ho letto, è un lusso che si puo' concedere solo chi non divide il pasto, con un vegetariano, un vegano, un macrobiotico, un latto-ovo-vegetariano- un vegano vegetaliano, un crudista, o un fruttariano, questo dovete saperlo, prima di imbattervi coraggiosamente in una discussione che alla fine vi porterà stanchi e sfiniti verso un unico risultato, siete onnivori e quindi incivili senza cuore!

Ho fatto una ricerca e invito a credermi quando dico che l'elenco che state per leggere è solo una parte riassunta e non esaustiva del tutto, che vi tornerà utile quando inviterete a cena un amico che è "finalmente" diventato un fruttariano.

Partiamo con ordine e metodo:

I Macrobiotici
Seguono una dieta basata sulla combinazione energetica degli alimenti.
Evitano tutti i prodotti animali, compresi latticini e uova, ma accettano di consumare saltuariamente il pesce.
 

"?!"

Latto-ovo-vegetariani
Sono quelli più numerosi. Non mangiano nessun tipo di animale , ma consumano i prodotti animali.

"e degli allevamenti intensivi?che mi dici?"
 
Latto-vegetariani
Non consumano carne, pesce e uova. Utilizzano il latte ed i suoi derivati.

"la differenza sta nell'ovo"
 
Ovo-vegetariani
Non consumano carne, pesce e latticini. Mangiano le uova.

"tengono alla gallina, un po' meno al suo culo"
 
Vegani, o vegetaliani
Non consumano nessun prodotto di origine animale, neppure miele. Inoltre non utilizzano pelle, piume, lana, seta, perle, spugne.

"in inverno sopravvivono dentro un tutone di cotone,e hanno un gran rispetto per il culo di tutti gli animali, api comprese"

Crudisti
Mangiano soltanto cibo crudo, in particolare frutta e verdura.

"ovvero l'uomo preistorico è stato un gran pirla ad esaltarsi per la scoperta del fuoco"

Fruttariani
Mangiano il cibo vegetale che non comporta la morte della pianta, pertanto evitano in particolare tutte le radici, i tuberi e i bulbi. 

"aspettano che l'insalata muoia di vecchiaia, e che la frutta si suicidi con l'aiuto della forza di gravità" 





Oltre le ragioni etiche serie, che lungi da me condannare, ci sono le ragioni ecologiche, se mangi naturale, inquini meno, avveleni meno il mondo, non foraggi la cattiva industria alimentare, e potrai vivere in un mondo piu' pulito e bello!

Tutto questo in teoria, ma la pratica è ben altra cosa!

Avete mai provato a entrare in un negozio biologico?
Io si ed è una esperienza che vi consiglio di fare, senza dimenticarvi la carta di credito, perchè mangiar sano si puo' a patto che siate disposti a spendere ragguardevoli somme di denaro, e ad entrare a piedi nudi, se avete scarpe di pelle (potere salvarvi dicendo che sentire fortemente il bisogno del contatto con madre terra).

Se partecipate a una discussione con un vegano e state parlando di alimentazione ed ecologia, non azzardatevi, per nessuna ragione al mondo a pronunciare le seguenti frasi:

1.la causa maggiore del buco dell'ozono sono le scoregge delle sacre mucche.

2.Il mio pranzo sta cagando sulla tua cena.



Scherzi a parte, parlare di cibo è sempre una questione delicata, che mette in moto meccanismi mai semplici e, davvero stimo molto chi riesce a nutrirsi piu' di aria che di cibo senza impazzire, o far impazzire gli altri, dedicando gran parte delle sue energie a spiegare, spiegare e spiegare...

Intavolando discorsi che partono da un happy meal e finiscono inesorabilmente verso la sofferenza animale, l'imposizione dell'uomo sulla natura, si mangia male e si digerisce peggio!

Perchè anche gli onnivori, un cuore ce l'hanno, e meno crudele e sanguinario di quanto i vegetariani siano disposti a credere!



Non è banale conoscere cosa stiamo mangiando, da dove viene il cibo, chi lo cresce, è un modo per conoscere il territorio e noi stessi.
Trovo semmai banale che non se ne parli in termini reali.



I buoni propositi, il contadino sotto casa, l'orto fai da te, sono il corpo pulsante e spesso irraggiungibile della terra, il limite entro cui pochi eletti possono orbitare.

Se siete tra i fortunati, sono felice per voi,io sono un animale da supermercato, io mi limito a non illudermi a informarmi, a non credere nei miti e non rasentare l'estremismo e a piantare della rucola, regalandomi un insalata o due all'anno!

Consiglio:
se avete voglia di leggervi un mappazzone di 469 pagine fonti bibliografiche comprese,e ve la sentite di mangiar con la testa il titolo è:

Il dilemma dell'onnivoro di Michael Pollan

Probabilmente vi succederà di avere una crisi di coscienza alimentare, di voler andare a vivere in campagna, di voler correggere le vostre abitudini...ma dura poco, tranquille, tornerete a mangiare le solite schifezze, per tutti gli altri...chapeau!
(se comprate l'edizione di Adelphi, non leggete la quarta copertina)

N.B: Nella remota possibilità che ci trovassimo, in un aereo che sta precipitando sulle Ande accertatevi che io sia morta morta e poi mangiatemi senza pietà!

giovedì 5 giugno 2014

Alle 7,30 del mattino il mondo non è ancora sveglio, le cipolle si!

Non so esattamente quando ho imparato a cucinare, nessuno me l'ha mai insegnato davvero, ho imparato per osmosi, credo, da tutte le donne della mia famiglia (che sono tante e cucinano divinamente).

Ho imparato guardando, ascoltando, con le mani occupate a scartare i cicci di riso scuri, una banale scusa di nonna per tenermi impegnata e recitarmi il rosario! 

Sgranavamo chicci spirituali, quelli del riso, santificati dal duro e paziente lavoro delle donne, e quelli della preghiera, che non fanno ridere mai,una litania credente la sua, annoiatissima la mia! 

Mia madre, mi ha regalato il primo libro di cucina, una manciata di anni fa, e essendo anche lei una cucinatrice a cappella, l'ha scelto, non serio come il cucchiaio d'argento ma piu' colorato e ridanciano, ma io, che ho un pessimo vizio, non leggo mai le ricette fino in fondo!

Mi faccio prendere dall'entusiasmo culinario!

Non parlo la lingua cuciniera, la trovo complicata , sofisticata  e unilaterale, impartisce ordini, e non da nessuna possibilità di compromessi.

Il mio modo di cucinare è il Compromesso per eccellenza, quindi non seguo la ricetta,  aggiungo, tolgo, in base all'istinto, scopro che funziona, e non so ripetere perchè presa dal gaudio cuciniero, non doso, raramente peso. Vincono il " piu' o meno", il "vai a occhio", "regolati tu"!

Insomma come Paganini, non ripeto, e me ne dispiace, perchè quando un piatto mi viene particolarmnte bene, so che non lo mangero' mai mai e poi mai piu' cosi', magari meglio, o peggio ma non esattamente così.

Da ieri, sono quasi certa di aver capito il motivo di così tanta superficialità. Non so gestire le emergenze, se succede qualcosa di imprevisto,  non trovo le soluzioni, perchè la ricetta non è la "mia"!

Ho in frigo le cipolle di tropea, comprate apposta perchè diventino marmellata. Cerco la ricetta, scelgo tra le tante, quelle con gli ingredienti piu' facili da reperire, mi impongo, ordine e metodo.

L'emergenza scatta intorno alle 7.35!

Non sottovalutate la parola emergenza, alle 7.35 del mattino dopo aver fatto colazione, avere sul fuoco mezzo chilo di cipolle che bollono immerse nelle zucchero e nel vino bianco, vi assicuro non è un buon modo per iniziare la giornata!

Ovviamente è successo perchè ho tagliato le cipolle e fatto tutto l'intruglio di zuccheri, vino e alloro, prima di leggere: riporre in frigo per circa 6 ore! 
Calcoli alla mano, avrei dovuto mettere il tegame a fuoco bassissimo circa alle tre del mattino...e voilà, presa e persa nel vortice culinario!

Ho trovato un compromesso, facendo riposare il composto, non per 6 ore ma per 9 ore e alle 7,35, armata di pazienza e conati...ho cominciato a far la marmellata. 

L'orario previsto per il completamento del composto, 8,30 sterilizzazione dei vasetti compresa!

Alle 8.15, dell'addensamento del composto, neanche l'ombra...

Alle 8,30 in ritardo sulla tabella di marcia, senza visibili cambiamenti, con lo stomaco sfarfugliante, dopo aver riletto almeno otto volte la ricetta, ho cominciato a lanciare S.O.S. su facebook...

Sul "TI PREGO SALVAMI" è squillato il telefono!

La regina, il top del top, l'allieva che ha superato la maestra (Parodi) la cugina a cui tutti vorrebbero scroccare almeno una cena a settimana ... ride delle mie disgrazie, mi dice che il "l'odore" si sente fino da lei, e con stupefacente preparazione a sangue freddo mi elenca tutta una serie di soluzioni...

Mi fido ciecamente, e cammino nervosamente per casa, non rispettando la seconda regola della mia ricetta "mescolare continuamente".

Sono impegnata nelle manovre di soccorso, che prevedono lo svuotamento della credenza per trovare  uno dei seguenti  rimedi: colla di pesce, buccia di mela, pectina (a cui si è arresa sua sorella dopo aver fatto uno sciroppo di fragole, che forse ancora adesso cerca di spacciare per marmellata) farina bianca , o maizena, di cui francamente ignoro l'esistenza! 

Trovo la colla di pesce e, la lecco pure per confermare alla cugina, che no, forse non è proprio insapore! (e lo sfarfugliamento di stomaco, peggiora).

Ci salutiamo con un "fammi sapere", mentre lei continua a ridere, e io continuo ad avere i conati!

Accade il miracolo!
Il composto nel frattempo si è raddensato, rugo un po' (miscelare non è nelle mie corde), e al raggiungimento della consistenza desiderata, spengo il fuoco. 

FIAT LUX!

Invaso, (non senza sentirmi invasata) chiudo, attendo che si raffreddi, metto al buio, e fieramente dico FATTO!

Leggo la parte finale della ricetta:
mettere un un luogo fresco e buio per almeno un mese 
(penso: Bene!)
se c'è muffa la sterilizzazione non è stata fatta correttamente (dico:male!)
buttare (urlo:Male, anzi Malissimo!)

Non resta che aspettare, nel frattempo il mondo si è svegliato, e anche i miei vicini che con ogni probabilità, si saranno svegliati parecchio male!

Alle 10.16 posto la foto, taggo la cugina, è il linguaggio universalente riconosciuto(oggi) per dire grazie. 
Per tutte le altre parole dolci, come ti voglio bene, non resta che assaggiare la marmellata insieme (scroccando i formaggi valtellinesi che solo lei sa dove trovare!)

Grazie Susy!

p.s questa ricetta è ripetibile, segue nota interessante!

nota interessante: di cucina ho letto parecchio vi suggerisco alcuni titoli (quelli che mi vengono in mente la mattina presto):
  • Esatasi culinarie -Muriel Barbery-
  • La felicità di far l'amore in cucina e viceversa -Irène Frain-
  • Il club delle ricette segrete - Andrea Israel & Nancy Garfinkel-
  • Zenzero e cannella - Sarah-Kate Lynch-
  • Fragole e champagne  -Sarah-Kate Lynch-
  • Vino patate e mele rosse - Joanne Harris-
  • cinque quarti di arancia  -Joanne Harris-
  • profumi giochi e cuori infranti _Joanne Harris- 

martedì 3 giugno 2014

fondue slippers


Ok, noi italiani siamo creativi,tutti lo sanno, molti ci invidiano, i cinesi ci copiano (quando non lo facciamo tra di  noi!)

Facciamo di necessità virtu', trasformando la virtù in Design, e la necessità in prodigiosi giochi di prestigio, perchè non sempre quello che è utile ha un intuitivo modo per essere usato, guardiamo con sospetto e ammirazione l'aggeggio appena comprato, e cerchiamo con una certa ansia le istruzioni per l'uso. 

.... Sappiamo di aver comprato uno spremiagrumi, ma, al fatto che questo sia travestito da simpatico ragnetto, non tutti sono pronti, mentre Stark e Alessi, lo sono da molti, moltissimi anni.

(Per confermare questa affermazione, provate a regalare alla nonna il detto spremiagrumi, se finisce sulla mensola del salotto, sappiate che qualcosa non ha funzionato!)

Lo spremiagrumi che Stark ha disegnato per Alessi, è una delle prime cose che è ho traslocato nella casa dove abito adesso, seconda solo all'albero di natale (ho scoperto di essere una "alberista" leggendo Bevilacqua e ve ne raccontero'),lo amo con  rassegnazione per quello che è: un meraviglioso oggetto di Design, con cui non ho mai fatto una spremuta!

Con l'orologio da polso è andata meglio, è stato amore a prima vista finchè morte non ci separi. 
Si è rotto il cinturino e i signori zelanti della Fossil mi hanno proposto di cambiarmi, non solo il cinturino ma l'intero orologio, con un nuovo nuovissimo modello,il tutto a costo zero! 
(?!?!?)

E' un po' come convincere un bambino a cui è morto il pesce rosso, che "quello nuovo" è uguale! E' crudele!(possibile che Arnold e Abramo non ci abbiamo insegnato niente??)
 
Tutte queste considerazioni solo per aver visto su Repubblica delle foto, con annesso articolo, di un Designer giapponese;
Satsuki Ohata.

I giapponesi ci fregano nell'impatto intuitivo, e ci aggiungono anche una buona dose di effetto sorpresa, regalano al nostro ego  parecchie soddisfazioni!

All'italiano il fai da te, piace, ce l'ha nel Dna e loro lo sanno! 

Questo l'ultimo ritrovato per i vostri piedi!
giacchè ieri si parlava di scarpe,oltre che di carta)

Riporto parte dell'articolo ma sappiate che le paroline magiche: semplice e veloce, in primis, seguite dalla parola fondamentale per un designer ergonomica, sono usate usate a profusione per convincere voi, che state facendo un affare lavabile,ripiegabile e impermeabile. 

(fonte Repubblica del 30 05 2014)

      "Vestono il piede come un calzino, ma  sono pantofole create in Pvc"
L'idea è venuta al designer freelance giapponese Satsuki Ohata, che si è ispirato alla fonduta di formaggio. Costruirle è semplice e veloce, basta immergere il piede in una soluzione riscaldata e farlo raffreddare. Si crea così una pellicola di vinile sul calco del piede. Sono lavabili e ci si può sbizzarrire producendole di diverso colore e disegnandoci su. Le ''fondue slippers'' sono state presentate al Salone Satellite di Milano 2014"


Ed eccoci qui, davanti alla nuova frontiera del gradito sposalizio tra Design e hand made! 
Siete invitati al matrimonio, poi fatemi sapere come si è mangiato!

Io intanto ho fatto l'esame di coscienza e lo spremiagrumi lo ricomprerei altre diecimila volte!

Un'ultima considerazione: è fin troppo evidente che i giapponesi devono aver studiato anche una soluzione geniale per non far sudare i piedi, e forse al salone satellite di Milano del 2015 ci spiegheranno come non schizzare fuori dalle fondue slippers!

Ah già, Milano, nel 2015 sarà impegnata a nutrire il pianeta!

carta vs eBook ovvero Pamela vs Zalando




Amo i libri.
I libri veri, quelli di carta (per intenderci), nuovi, usati, stropicciati, consumati, rilegati in brossura o con le copertine rigide.
Mi piacciono tutti, anche quelli che hanno le orecchie e l'angolo a destra insalivato!
Non posso, ne voglio, combattere questa     debolezza, un libro per me è come un paio di scarpe per una donna "normale", un urletto di piacere ed è subito amore!



La differenza principale tra donna-scarpa e donna-libro, è che la prima si fa lusingare dall'impeto più che dalla necessità, la seconda lusinga se stessa, ed entrambe si complimentano per l'acquisto!

Parliamoci sinceramente, le scarpe, la maggior parte delle volte sono un acquisto compulsivo che, se sottovalutato ci porterà al non lamento stoico (stoico: Chi, o che, sopporta dolori e avversità con fermezza e impassibilità simili a quelle professate dai filosofi stoici: è stato veramente s., si è mostrata s.; si è comportato da s.; ha sopportato con s. fermezza il dolore!  fonte Treccani)

Fanno male e sono scomode, ma non possiamo permetterci di dirlo, figurarci ammetterlo,vogliamo essere belle, ci hanno insegnato "che se bella vuoi apparire, un po' devi soffrire"
La conseguenza la conosciamo bene: il(laudato si)Dott. Scholl's, dovrebbe ringraziarci, possibilmente regalandoci dei buoni per cuscinetti plantari.

Ma stavo parlando di carta, un libro, non è mai un acquisto compulsivo, e se anche lo fosse,(ditemi, quante volte vi siete fatte ingannare dai colori vivaci delle copertine?)ha sempre una seconda possibilità(non è il momento lo leggero' poi),una terza (lo regalo a qualcuno che lo saprà apprezzare) e nelle ipotesi più ardite lo potete bruciare e godervi il fuoco! 
(-libri da ardere- di Amélie Nothomb me l'ha insegnato)

Ieri mattina, mi sono negata tutte le possibilità, semplicemente con un click, è giunta l'ora dunque, di ammettere la mia responsabilità con una buona dose di colpe tutte giustificabili, (manco a dirlo!)

Facendo mea culpa, mea grandissima culpa...ho comprato un eBook!

seguono in ordine (affatto casuale):

l'ammissione di ignoranza: ho cristonato tutta mattina per dowloddare il programma giusto, semplicemente per poter leggere (la tenacia ha ripagato anche l'irriverenza verso buona parte dei santi del paradiso)

l'ammissione di colpevolezza con attenuante(non generica): non esiste copia cartacea

l'ammissione di responsabilità: l'ho letto, mi è piaciuto, molto, ma di soddisfazione sensoriale, neanche a parlarne.

l'ammissione di depravazione: sto cercando in tutti i modi di stampare l'eBook, e rendere materico il mio godimento fisico della lettura...

la presa di coscienza: non si puo'!


Ammissione punto e basta: merda!












la vita senza eBook è decisamente migliore!
 









 



venerdì 30 maggio 2014

saggezze casalinghe (parte prima)

 
sbattendo i tappeti ho realizzato che:

per quanto allenamento tu faccia,
per quanto la mano a cucciaio si muova lentamente,
per quanto tu, ti ostini a copiare il saluto della regina elisabetta
..arriverà il momento di sbattere i tappeti...

(Buon week end, ci si risente martedì!)

il bello delle donne (con autocritica costruttiva e importante concetto da memorizzare)

Noi donne ci facciamo sedurre, non mi riferisco agli uomini, i giochi in questo caso sono un po’ più macchinosi, complessi e alla mattina presto, non sono in grado di spiegarli a me stessa, figuiamoci a voi. 
Noi donne ci facciamo sedurre dalla bellezza, e ci convinciamo che “noi valiamo” indipendentemente dall’aspetto,certo, ma se siamo belle valiamo di piu’... 

Ed eccole lì, le pubblicità, le foto delle modelle bellissime, magrissime, photoshoppatissime….

Ed è esattamente in questo momento che ci lasciamo andare a crudelissime critiche che ci acquietano i sensi di colpa,(dopo aver speso buona parte delle energie per smaltire quel maledetto cioccolatino), e che ci mettono davanti spietatamente i nostri difetti e noi (che in fondo ci vogliamo bene), proiettiamo!

Ne vengono fuori commenti che hanno una mira precisissima e colpiscono il bersaglio, senza il minimo senso di cristiana pietà. 

E lo sguardo si posa, sulle gambe, la pancia, i glutei,e ci dimentichiamo di essere intelligentissime, fino a convincerci che "bella ma scema", sia la verità suprema,  rasentiamo la follia del superficiale giustificando  e acquietando.

Lo ricorderemo dopo, prima o poi, ma ora in preda alle allucinazioni da copertina la quasi totalità di noi pronuncia le frasi di rito: “da domani dieta” “crema rassodante” “palestra” e via dicendo, sappiamo (perché lo sappiamo e siamo intelligentissime) che non esistono rimedi miracolosi, ma ci ostiniamo a volerlo credere a tutti i costi, quando siamo impossessate dalla bulimia del bello. 

Cosi finiamo per avere interi cassetti del bagno straripanti di creme, cremine e trucchi che mettono a tacere i nostri sensi di colpa e fanno guadagnare l’industria cosmetica mondiale, e ci iscriviamo in palestra dove non ci conoscono nemmeno perchè ci hanno visto una volta sola, ok due!

E' giunta l'ora dell'autocritica costruttiva: vado in bagno prendo una crema, una a caso, leggo la confezione. 

Autocritica: applicare due volte al giorno massaggiando fino a completo assorbimento, aumenta l’elasticità la tonicità e il naturale splendore…

Costruttiva: se lo splendore è naturale, è già naturamente mio, perché ho pagato per una cosa che ho già nel dna?! 

Parliamo di trucco, ci avete fatto caso quante donne truccate modello Orfei ci sono in giro da un po' di tempo a questa parte?

Scopro che è colpa dei tutorial e di Clio, che ci fa vedere che è tutto facile, il difficile viene poi, non quando devi ripetere, ma soprattutto quando devi trovare il coraggio di uscire di casa.

Stessa cosa vale piu’ o meno quando si va dal parrucchiere, accanto alla porta c’è lei, la foto, pettinatissima!
Entri, ti siedi davanti allo specchio, ti vuoi vedere diversa, e sfogli cataloghi e tocchi ciocche domandandoti perché nonostrante infinite sfumature di colore, il biondo menopausa, che si portano in testa le donne muture (non azzardatevi...vecchie non vale, non è egante, non si dice, punto.) è sempre lo stesso.

Discorsi da donne, con donne, quando succede pero’ che vi partecipino anche gli uomini, allora la cosa si fa divertente.

A patto che non commettiate mai, mai, MAI l'errore di farti aiutare da un UOMO a svuotare i CASSETTI DEL BAGNO (vi consiglio di ripetere le scritte in maiuscolo fino allo sfinimento, per fissare il concetto)
 
Io l'ho fatto e ho passato le restanti ore della giornata, a spiegare che tutto quel "ciarpame" è essenziale, che le quattro spazzole per i capelli sono tutte utilissime per la tua piega, e che per piega non si intende "curva-moto" ma "capelli-spazzola-phon".
 
= il bello delle donne che gli uomini non capiranno mai!
E poi arriva la frase magica “sei bellissima” detta quando sei stropicciata, affamata e appena sveglia…
=il bello degli uomini che le donne si ostinano a non capire!


Molti probabilmente conoscono bene l’iconico manifesto “We Can Do It!” associato a Rosie the Riveter e al movimento delle donne salariate che lavoravano durante la II Guerra Mondiale. - See more at: http://www.archiviocaltari.it/2011/01/27/we-can-do-it-storia-di-unimmagine/#sthash.MWK4Wqsy.dpuf

Molti probabilmente conoscono bene l’iconico manifesto “We Can Do It!” associato a Rosie the Riveter e al movimento delle donne salariate che lavoravano durante la II Guerra Mondiale. - See more at: http://www.archiviocaltari.it/2011/01/27/we-can-do-it-storia-di-unimmagine/#sthash.MWK4Wqsy.dpuf

giovedì 29 maggio 2014

fari spenti vs riflettori accesi e cuori spenti



A Roma ieri è atterrato un aereo in arrivo dal Congo, una delle tante bambine a bordo (che ha di certo un futuro da coiffeur) inteccia i capelli della ministra Boschi, il fotografo scatta una foto, e a terra si scatena l'inferno...
Mi viene in mente una canzone di un gruppo giovane che mi pace molto, sono sul pezzo “fari spenti” che inizia così...
"Finisce qui la giornata delle buone azioni
di chi si butta nel lago per fare l'eroe
ma si concentra più sul tuffo
Si ricomincia dal basso con le facce scure
si ricomincia dai muri e non dagli arcobaleni che nascono spesso sopra i soldi
RIT:facciamo il bene se ci viene (e se non viene)
facciamo il bene se ci viene, e se non viene pace! e fari spenti
non ti fermare solo per vedere i morti
ecco i soccorsi senza argomenti, stagli davanti!"
          Fari spenti -Ministri-

Veste perfettamente la giornata delle cattive intenzioni, di chi in questo paese si concentra sul tuffo. 
Colpa della Boschi? Del fotografo? Del cinismo a cui ci siamo abituati? 
Insomma passiamo giornate intere a lamentarci sui social che tutto fa schifo, e quando piomba all'improvviso qualche buona notizia, non siamo capaci di prenderla così com'è, e ancora cadiamo nella trappola additando giornali, giornalisti, racconta storie e fotografi perchè ce la raccontano male. 
C'è troppa finzione, troppa dolcezza, troppo struggimento per una storia a lieto fine. 
Ci siamo inariditi e per lavarci la coscienza diamo colpa a tutto e tutti fuorchè a noi stessi, certo è piu' facile essere cinici , perchè i buoni sentimenti devono restare nascosti dall'eccessivo senso del pudore? 
Merce rara, forse perchè di merce non è, ma noi, abituati a quantificare, non lo sappiamo piu' riconoscere.
E quel tot di bambini adottati, e finalmente tornati a casa, sono lo strumento di accusa verso la nuova politica (che non ha ancora faccie scure), e la voglia di spettacolarizzazione, e speculazione dei media verso i buoni sentimenti!
Un attimo, per un attimo dimenticate chi sta dietro alla macchina da presa, chi sta davanti a un pc e scrive per dovere di cronaca, dimenticatevi le frasi, il senso, le foto scattate ad arte per pungere lì dove fa piu' male, dimenticate tutto, non siate coloro che guardano il tuffo, pronti ad alzare le palette per dare un voto, per una volta siate il tuffatore che prende una panciata e dolorante, si gode la nuotata!